Mercoledì, 11 Maggio 2022 10:17

11 maggio - Praxeosofia

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La società, in modo particolare dagli anni '90 del secolo scorso e nel mondo occidentale, ed ancora più chi la società la guida, cerca con le modalità più varie, e nemmeno sempre indolori, di uniformare gli individui che ne fanno parte.
Attraverso la religione ed i suoi ministri di culto, la politica, i mezzi di comunicazione, la potestà di imperio propria dello Stato, la moda, gli influencers e così via.
L'unico interesse che la società ha è formare un individuo secondo certi parametri, in modo tale da renderlo uniformato, obbediente, conforme a regole e schemi; va da sé che questo possa essere positivo in una società sana ma possa, allo stesso modo, essere quanto mai dannoso in una società viziata da consumismo, ignoranza, perdita di valori, mancanza di interessi.

Il concetto di normale, dal latino norma=squadra, indica un comportamento regolato da indicazioni uguali per tutti; ad esempio non parlare con la bocca piena, dire grazie dopo aver ricevuto qualcosa, e così via.
Naturalmente, poiché i tempi e la società si evolvono, il concetto di normale è destinato a variare nel tempo, come è estremamente variabile se ci si sposta di latitudine o di ambito religioso (per i cristiani è normale mangiare il maiale, per ebrei e musulmani è vietato).

Essere normale, restare nella norma, tuttavia non significa ipso facto essere né equilibrati né essere dalla parte della ragione, sempre e comunque. In un manicomio è normale che le persone soffrano di incubi o di allucinazioni, ma questo non significa che sia normale per tutto il genere umano soffrirne.

La nostra società ha portato le persone ad essere estremamente individualiste, a guardare con diffidenza chiunque sia, per qualsiasi motivo, diverso. Ecco quindi svilupparsi l'omofobia ed il razzismo, aumentare la litigiosità a tutti i livelli (dall'assemblea di condominio alla strada, dal supermercato alla scuola), guardare con distacco chi non possegga un'auto di valore, o viva in un monolocale, o vada in vacanza in località definite, sempre dalla società, banali.

Le persone sono in forte preponderanza meschine, ipocrite, invidiose, avide, praticamente dei sepolcri imbiancati1 di biblica memoria. La competizione è la parola d'ordine quotidiana e ogni colpo è ammesso. Ognuno di noi è responsabile, perché di questa società facciamo parte tutti.

L'unica rivoluzione possibile, a differenza di quanto propugnava Lenin con la rivoluzione bolscevica del 1917, è una rivoluzione individuale, dove il singolo individuo migliora se stesso e, di conseguenza, migliora tutta la società. Non è sufficiente, infatti, modificarsi e migliorarsi; è necessario infatti modificare il proprio rapporto con chi ci circonda, in famiglia, nella natura (cominciando a non distruggerla): una rivoluzione della consapevolezza. 

Questa volta RdC2 non sarà un costo a carico dei cittadini a favore di chi non ha voglia di lavorare, ma sarà una rivoluzione finalizzata a rendere questa nostra società un posto migliore, sereno e, perché no, anche divertente, una società nella quale mettere al mondo dei figli non costituisca più un caso per pochi fortunati ma torni ad essere una funzione naturale, dove le differenze tra individui ne diventino il loro punto di forza, dove essere neri o gialli non sia visto come una macchia infamante ma come una caratteristica, esattamente come i capelli ricci, l'eterocromia, il naso a patata o una dotazione scarsa a livello genitale.

Nell'ebraismo esiste un concetto, definito tiqqun olam (perfezionare il mondo): una pratica dev'essere svolta non perché prevista dalla Torah ma perché aiuta ad evitare che la società vada in declino. In altre parole, quando una persona se ne va da questo mondo, deve lasciarlo un po' meglio di come l'ha trovato.

Perchè non proviamo? Cos'abbiamo REALMENTE da perdere? 

La Praxeosofia, il buon senso nell'agire, è una via per permettere a noi stessi di evolverci (meglio sarebbe dire involverci, tornare ad essere ciò che eravamo prima di peggiorare).

Nel prossimo articolo vi spiegherò attraverso quali passi, la psicologa Dott.ssa Cristiana Francesia ed io, intendiamo guidarvi.  

 

[1] - Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume (Matteo, 23:27)

[2] - Reddito di cittadinanza