PRAXEOSOFIA

Termine coniato da Sergio Motta e Cristiana Francesia nel 2022, dal greco Πραξις = pratica e σοϕία = sapienza, si può tradurre con "buon senso nell'agire", "saggezza nel fare le cose". 

E' un corretto utilizzo delle idee, una corretta impostazione dei comportamenti al fine di ottenere solo risultati positivi o, non potendo ottenerli, di non ottenerne di negativi e non arrecare danni a sé ed agli altri.

Si pensi soltanto al senso di disagio che si prova ad accettare un invito ad un evento noiosissimo, ad un invito galante che poi galante non è, a comprendere che viviamo subendo le scelte di altri perchè non siamo in grado di scegliere personalmente (cibo, viaggi, film, sesso).

Le consuetudini, anche quelle sotto le lenzuola, hanno nella maggior parte delle coppie il risultato di minare un rapporto consolidato, di attribuire alla relazione sempre meno importanza lasciando che si trascini anzichè rimnere viva e frizzante anche dopo 40 anni. 

Come nello sport è necessario imparare le regole e poi applicarle con regolarità, così nella vita quotidiana occorre imparare a ponderare le scelte, a dire NO quando è necessario per trarne un vantaggio (anche solo psichico).

Sergio Motta, Presidente Harimon, ha espresso questi concetti attraverso il suo ultimo libro 24 sfumature di vita, nel quale vengono descritti 24 interventi possibili sulla propria vita che ognuno di noi può e deve porre in atto per viverla in modo consapevole, attivo anziché subirla recependo le decisioni altrui.

Attraverso questo libro, i seminari ed i corsi che tengono e terranno in tutta Italia, Sergio e Cristiana intendono invitare i partecipanti a prendere coscienza che il miglioramento è alla portata di tutti e forniscono loro i mezzi, ma non possono decidere per loro: occorre desiderare davvero un cambiamento.

Per info su corsi e conferenze e per parlare con Sergio Motta potete chiamare il 338.8047478.

"Non far caso a me. Io vengo da un altro pianeta. Io ancora vedo orizzonti dove tu disegni confini."
Frida Kahlo

La società, in modo particolare dagli anni '90 del secolo scorso e nel mondo occidentale, ed ancora più chi la società la guida, cerca con le modalità più varie, e nemmeno sempre indolori, di uniformare gli individui che ne fanno parte.
Attraverso la religione ed i suoi ministri di culto, la politica, i mezzi di comunicazione, la potestà di imperio propria dello Stato, la moda, gli influencers e così via.
L'unico interesse che la società ha è formare un individuo secondo certi parametri, in modo tale da renderlo uniformato, obbediente, conforme a regole e schemi; va da sé che questo possa essere positivo in una società sana ma possa, allo stesso modo, essere quanto mai dannoso in una società viziata da consumismo, ignoranza, perdita di valori, mancanza di interessi.

Il concetto di normale, dal latino norma=squadra, indica un comportamento regolato da indicazioni uguali per tutti; ad esempio non parlare con la bocca piena, dire grazie dopo aver ricevuto qualcosa, e così via.
Naturalmente, poiché i tempi e la società si evolvono, il concetto di normale è destinato a variare nel tempo, come è estremamente variabile se ci si sposta di latitudine o di ambito religioso (per i cristiani è normale mangiare il maiale, per ebrei e musulmani è vietato).

Essere normale, restare nella norma, tuttavia non significa ipso facto essere né equilibrati né essere dalla parte della ragione, sempre e comunque. In un manicomio è normale che le persone soffrano di incubi o di allucinazioni, ma questo non significa che sia normale per tutto il genere umano soffrirne.

La nostra società ha portato le persone ad essere estremamente individualiste, a guardare con diffidenza chiunque sia, per qualsiasi motivo, diverso. Ecco quindi svilupparsi l'omofobia ed il razzismo, aumentare la litigiosità a tutti i livelli (dall'assemblea di condominio alla strada, dal supermercato alla scuola), guardare con distacco chi non possegga un'auto di valore, o viva in un monolocale, o vada in vacanza in località definite, sempre dalla società, banali.

Le persone sono in forte preponderanza meschine, ipocrite, invidiose, avide, praticamente dei sepolcri imbiancati1 di biblica memoria. La competizione è la parola d'ordine quotidiana e ogni colpo è ammesso. Ognuno di noi è responsabile, perché di questa società facciamo parte tutti.

L'unica rivoluzione possibile, a differenza di quanto propugnava Lenin con la rivoluzione bolscevica del 1917, è una rivoluzione individuale, dove il singolo individuo migliora se stesso e, di conseguenza, migliora tutta la società. Non è sufficiente, infatti, modificarsi e migliorarsi; è necessario infatti modificare il proprio rapporto con chi ci circonda, in famiglia, nella natura (cominciando a non distruggerla): una rivoluzione della consapevolezza. 

Questa volta RdC2 non sarà un costo a carico dei cittadini a favore di chi non ha voglia di lavorare, ma sarà una rivoluzione finalizzata a rendere questa nostra società un posto migliore, sereno e, perché no, anche divertente, una società nella quale mettere al mondo dei figli non costituisca più un caso per pochi fortunati ma torni ad essere una funzione naturale, dove le differenze tra individui ne diventino il loro punto di forza, dove essere neri o gialli non sia visto come una macchia infamante ma come una caratteristica, esattamente come i capelli ricci, l'eterocromia, il naso a patata o una dotazione scarsa a livello genitale.

Nell'ebraismo esiste un concetto, definito tiqqun olam (perfezionare il mondo): una pratica dev'essere svolta non perché prevista dalla Torah ma perché aiuta ad evitare che la società vada in declino. In altre parole, quando una persona se ne va da questo mondo, deve lasciarlo un po' meglio di come l'ha trovato.

Perchè non proviamo? Cos'abbiamo REALMENTE da perdere? 

La Praxeosofia, il buon senso nell'agire, è una via per permettere a noi stessi di evolverci (meglio sarebbe dire involverci, tornare ad essere ciò che eravamo prima di peggiorare).

Nel prossimo articolo vi spiegherò attraverso quali passi, la psicologa Dott.ssa Cristiana Francesia ed io, intendiamo guidarvi.  

 

[1] - Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che rassomigliate a sepolcri imbiancati: essi all'esterno son belli a vedersi, ma dentro sono pieni di ossa di morti e di ogni putridume (Matteo, 23:27)

[2] - Reddito di cittadinanza

C. F. 92056670018

C. F. 92056670018

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Quali sono le attività che svolgiamo in Harimon? 

Elencarle tutte diventa difficile, perché alcune sono condizionate dal meteo, dalle stagioni ed altro; ci limitiamo a citare le principali.

Consulenza naturopatica, trattamenti hot stone, massaggi, Ko Bi Do (lifting manuale del viso), riflessologia plantare.

Uscite didattiche per assistere alla raccolta del miele ed alla potatura degli alberi, la cura ed il rinvaso delle piante officinali.

Uscite in bicicletta (o con altro mezzo) per addentrarci nella natura e vedere fauna e flora altrimenti non raggiungibili.

Organizzazione conferenze ed interviste con esperti nei settori di nostro interesse.

Convenzione con produttori e commercianti di prodotti alimentari e non.

Raccolta delle piante officinali e preparazione dei rimedi (oleoliti, enoliti, creme, tisane), la cui cessione è riservata ai soci.

D'intesa con altre associazioni, partecipazione ad eventi a tema (Giornata contro la violenza sulle donne, Giornata mondiale del cuore, ecc).

 

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